FISICA ACUSTICA DEGLI ARMONICI:

Poliritmo equivale a Polifonia!

Un poliritmo è, in parole semplici, la sovrapposizione di due o più ritmi diversi che vengono suonati contemporaneamente. Immaginiamo due persone che suonano insieme all’interno dello stesso arco di tempo (battuta musicale): la prima persona batte le mani 3 volte a intervalli regolari, mentre la seconda persona nello stesso identico tempo batte le mani 4 volte, sempre a intervalli regolari. I due ritmi si incroceranno e creeranno un andamento particolare e ipnotico, generando accenti contrastanti che si riallineeranno solo all’inizio del ciclo successivo. Questo poliritmo chiaramente può essere fatto anche da una sola persona, anche a voce! A tal proposito ci sono varie frasi in inglese che si abbinano bene ai poliritmi:

2:3 → “Nice Cup Of Tea”
3:4 → “Pass The Peanut Butter”
• 4:5 → “I’m Looking For A Home To Buy”

Nel video si può ascoltare un poliritmo ancora più complesso, basato sul rapporto 4:5:6. Questo significa che ci sono tre ritmi sovrapposti: uno da 4 colpi, uno da 5 ed uno da 6 colpi, tutti distribuiti nello stesso lasso di tempo.

La cosa affascinante è che ritmo e intonazione sono entrambi misurabili come frequenze. La velocità di un ritmo si quantifica per praticità in b.p.m. (battiti per minuto), che possiamo convertire in Hertz (pulsazioni al secondo). Prendiamo ad esempio il ritmo della canzone “Staying Alive” dei BeeGees, che procede a 120 battiti per minuto: dato che un minuto equivale a 60 secondi, 120/60=2Hz, il doppio più veloce del ticchettìo della lancetta dei secondi di un orologio.

Il suono, inteso come la vibrazione costante che genera una nota musicale, viene invece misurato direttamente in Hertz, unità di misura che indica il numero esatto di oscillazioni al secondo, verosimilmente considerabili come “pulsazioni ritmiche” molto, molto veloci. E qui viene il bello… attenzione! Quando un ritmo viene accelerato oltremodo, le singole pulsazioni diventano così vicine e veloci da trasformarsi in una frequenza udibile dal nostro orecchio come suono intonato.

Sappiamo però che ciò che crea armonia non è mai un suono da solo, bensì il rapporto che intercorre tra più suoni. Cosa succede, pertanto, se usiamo i poliritmi?
Accelerando il poliritmo 4:5:6, i battiti/pulsazioni si trasformeranno in frequenze che mantengono l’esatto rapporto matematico tra 4, 5 e 6. Nella fisica del suono (la serie degli armonici naturali), gli armonici numero 4, 5 e 6 corrispondono esattamente alle note che formano una triade maggiore, ovvero un accordo dal suono aperto, luminoso e consonante (composto dalla nota fondamentale, dalla terza maggiore e dalla quinta giusta). Quindi, come potete sentire nel video sopra, il poliritmo 4:5:6 viene velocizzato a tal punto da essere percepito dal nostro orecchio come un accordo maggiore a tre voci.
Da notare che in questo caso avremo una terza maggiore pura, data dal rapporto di 5/4 con la fondamentale, mentre noi siamo tendenzialmente abituati a sentire terze maggiori “temperate“, ovvero leggerissimamente più acute rispetto alle terze maggiori pure. Studiando cos’è un temperamento, questo concetto vi sarà più chiaro. Altrimenti, se avete un buon orecchio, potreste accorgervene senza bisogno di ragionamenti matematici.

Rallentando nuovamente l’accordo ottenuto, le frequenze in rapporto 4:5:6 torneranno a dilatarsi nel tempo, ed il nostro orecchio umano smetterà di percepirle come “note musicali” per tornare a percepire i singoli battiti pulsanti del poliritmo 4:5:6 iniziale.

Ecco dimostrato, a livello pratico, che poliritmo e polifonia sono lo stesso fenomeno fisico-acustico, percepiti come tali in base alla effettiva velocità con cui si manifestano.

SINTESI SOTTRATTIVA: DA “SINUSOIDE” A “DENTE DI SEGA”

In fisica acustica, le forme d’onda descrivono il modo in cui il suono vibra nel tempo.

La sinusoide (o onda sinusoidale) è il suono più puro e semplice che esista in natura. È una curva morbida, perfetta e regolare che genera una sola frequenza assoluta, senza alcuna vibrazione secondaria. Il suo suono è rotondo e simile a quello di un fischio, di un diapason…o di un singolo armonico ;^). 
Nel video qui sopra possiamo ascoltare chiaramente la transizione da una semplice e pura sinusoide a un ricco e complesso dente di sega. Nella parte finale del video, vi è un esempio di sintesi sottrattiva: partendo dal suono pieno del dente di sega, verranno progressivamente sottratti i suoi armonici usando dei filtri. La cosa affascinante è che la sequenza delle singole frequenze armoniche è melodica (in questo caso solo gli armonici da 1 a 12) che, se ascoltate singolarmente, vengono percepite dal nostro orecchio come note musicali a sè stanti; tuttavia, quando suonano tutte insieme contemporaneamente, si fondono in un unico suono, creando quello che percepiamo come timbro. È pertanto la “miscela” di armonici che caratterizza la “voce” unica di ogni strumento musicale, di ogni persona, e di qualsiasi sorgente sonora in senso generale.


Spero che questo articolo vi abbia aiutato a comprendere meglio quanto l’archetipica serie armonica intervenga effettivamente, ed in modo affascinante, in tutto ciò che riguarda il suono, specialmente dal punto di vista musicale nei termini melodici, armonici, e ritmici. Alla prossima!

                                                                                                                   Giovanni Bortoluzzi

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