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Il Canto difonico oggi

Il canto difonico moderno si è siviluppato inizialmente in Europa e Nord America durante gli anni ’60 del Novecento, e questo nuovo approccio si è oggi diffuso in tutto il mondo.

Data la diffusione di queste nuove tecniche preferiamo l’aggettivo “moderno” a “occidentale“. Inoltre è in atto un processo di creolizzazione tra le tecniche tradizionali e quelle nate in Occidente, dunque ci pare più corretta una definizione che tenga conto della dimensione storica piuttosto che quella topografica.

Data la complessità del fenomeno culturale, in questo sito parliamo di stili di canto e tipologie di performance. Per non farla troppo complessa, ora soffermiamoci solamente sugli stili o tecniche di canto.

Stili di canto

La cosa più importante è avere chiare le caratteristiche che differenziano gli stili tradizionali dell’Asia da quelli sviluppati in Occidente a partire dagli anni ’60.

Stili tradizionali

  • Timbro della voce: paragonabile al registro vocal fry (gutturale).
  • Tono fondamentale: essenzialmente monotonale, o con poche alterazioni.
  • Ensemble vocali: anche se vi sono più cantanti, tipicamente un solo performer canta gli armonici.
  • Nomenclatura: ricche tassonomie di stili e generi nelle culture dell’Asia centro-settentrionale

Per approfondire gli stili tradizionali, clicca qua.

Stili moderni

  • Timbro della voce: tendenzialmente registro modale (morbido, lirico).
  • Tono fondamentale: tendenzialmente politonale, le alterazioni seguono solitamente gli intervalli del temperamento equabile.
  • Ensemble vocali: uso sperimentale del il canto armonico sia solista che corale.
  • Nomenclatura: ancora assente e/o non condivisa; essendo musica sperimentale non vi sono ancora generi ben definiti.

Breve storiografia

Segue una breve storiografia del canto difonico in Occidente. I più noti interpreti di canto difonico, e/o compositori contemporanei che ne hanno fatto uso nelle loro opere, raggruppati per decadi sulla base delle loro prime performance.


Anni ’20

Arthur Miles (USA)

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Vinile originale da 10 pollici del singolo di Miles.

Il cantante country texano Arthur Miles ci offre la prima registrazione di canto difonico moderno in Occidente. Sembra essere un caso isolato e non pare esistano registrazioni equiparabili di altri cantanti. Il pezzo è “Lonely Cowboy” (parti 1 e 2) registrato per la Victor a Dallas (forse nel 1927) e pubblicato nel 19291. Miles suona la chirarra e canta passando dal canto parlato allo jodel, al canto difonico. È stato ripubblicato sulla raccolta When I Was A Cowboy, Vol. 1. Early American Songs of the West, Yazoo Records, 1996. Non vi sono molti documenti al riguardo2, né sul brano, né su Miles, ma si ritiene che abbia sviluppato la sua tecnica autonomamente. Probabilmente i tempi erano maturi: un suo contemporaneo del Kentucky, Richard Burnett, ci si stava avvicinando molto.

Estratto da Lonely Cowboy – part 2

Anni ’30

Dimitri Shostakovich (RU)

In un film sovietico del 1931, per la prima volta il canto difonico tradizionale incontra gli strumenti dell’orchestra occidentale. Shostakovich ne compone la colonna sonora, che potremmo definire il primo esempio di canto difonico creolo. In realtà il passaggio è molto breve e consiste in un assolo di canto difonico in stile tradizionale della Repubblica dell’Altaj. Verso la fine dell’assolo alla voce si sovrappone un ottone per pochi istanti, seguito da altri strumenti classici. Probabilmente in origine la voce del cantante fu registrata direttamente sul campo in Siberia.

Il passaggio estratto dalla colonna sonora di Одна (Odna).

Anni ’60

Quadrilatero vocalico.

Il quadrilatero vocalico (Vokalviereck) che Stockhausen ha creato come indicazione per il Collegium Vocale Köln durante l’addestramento per Stimmung. I simboli sono tratti dalle vocali dell’Alfabeto Fonetico Internazionale.

Karlheinz Stockhausen / Collegium Vocale Köln (DE)

Nel 1968 pubblica Stimmung, la prima composizione musicale esplicitamente per canto difonico, studiata inizialmente per essere eseguita dal Collegium Vocale Köln. Stockhausen crea delle indicazioni ad-hoc per i cantanti e un diagramma, detto quadrilatero vocalico, che associa le vocali e gli armonici.

Stockhausen fu un compositore tedesco decisamente eclettico, unanimemente riconosciuto come uno dei padri della moderna musica elettronica. Probabilmente i fenomeni armonici che sono alla base di molti strumenti elettronici hanno stimolato la ricerca sulle tecniche vocali e sul modello sorgente-filtro del tratto vocale. La sperimentazione sulla serie armonica continua anche nel suo successivo lavoro Sternklang. Queste due opere hanno avuto una grande influenza sugli artisti successivi, in particolare Michael Vetter.


 Anni ’70

Tran Quang Hai al lavoro.

Tran Quang Hai analizza le bobine contententi i reperti audio delle registrazioni sul campo.

Tran Quang Hai (VI/FR)

Musicista ed etnomusicologo vietnamita naturalizzato francese. Ha lavorato presso prestigiosi centri di ricerca in Vietnam e Francia3. Nel 1970, all’archivio audio del Dipartimento di Etnomusicologia del Museo dell’Uomo di Parigi, il Prof. Roberte Hamayon gli fa ascoltare dei reprti audio che aveva registrato sul campo in Mongolia nel 1967 e nel 1969. Tran Quang Hai si prende l’incarico di capire e spiegare come questi suoni fossero prodotti dai cantanti. Dopo una ricerca durata tre anni, nel 1973 riesce a riprodurre e spiegare con modelli scientifici le tecniche di canto difonico tradizionali. La ricerca è raccontata nel documentario Le Chant des Harmoniques (Il canto degli armonici) che ha coprodotto con Hugo Zemp nel 1989 per il CNR francese (CNRS). È senza dubbio il più grande esperto e divulgatore del canto difonico tradizionale che opera in Occidente. Ancora oggi offre consulenze e tiene seminari sulle tecniche di canto difonico.

Roberto Laneri (IT)

La copertina del vinile La Coda Della Tigre.

La Coda Della Tigre, Ananda, 1977.

Compositore, musicista poliedrico e musicologo italiano, come Tran Quang Hai è tra i primi a sperimentare e divulgare le tecniche di canto difonico in occidente portandone lo studio anche in ambito accademico. Verso la fine degli anni ’60, all’Università della California di San Diego partecipa alle attività di un gruppo di ricerca nel quale cantanti e musiciti condividono le proprie esperienze di musica etnica e sperimentale. In seguito a quelle esperienze, e con alcuni membri del gruppo, costituisce nel 1972 il gruppo vocale Prima Materia con il quale negli anni ’70-’80 tiene diversi concerti in giro per il mondo. Incide un disco nel 1977 dal titolo La coda della tigre. Laneri tutt’oggi insegna il canto difonico e tiene concerti nei queli usa questa tecnica.

Demetrio Stratos (GR/IT)

Cantare la Voce, Cramps Rrecords, 1978

Musicista e cantante greco, naturalizzato italiano. Dotato di una voce unica e di un timbro inconfondibile, è stato un grande sperimentatore di tecniche vocali e il primo ad unire il canto armonico con i generi pop e rock. Collabora con importanti figure delle avanguardie di quegli anni e nel 1972 è cofondatore degli Area. Ma è durante la senconda metà degli anni ’70 che inizia a sperimentare il canto difonico e nel 1977 prende un paio d’ore di lezione da Tran Quang Hai 4. Nel 1978 pubblica Cantare La Voce, album sperimentale la cui prima traccia contiene vocalizzi ed esercizi, ovvero investigazioni sulle tecniche di canto difonico che lui per primo definisce diplofonie e triplofonie. Tristemente scomparso alla giovane età di trentacinque anni, ci ha tuttavia lasciato una vasta raccolta di reperti sperimentali, oggetto di studi ancora oggi.

David Hykes (USA)

Fotogramma tratto da "Incontri con uomini straordinari" di Peter Brook.

“Incontri con uomini straordinari”, regia di Peter Brook, 1979. Il primo spezzone è la scena in cui sentiamo il canto di Hykes.

Cantante, compositore e maestro di meditazione. Viene a conoscenza del canto armonico all’inizio degli anni ’70 e intraprende come autodidatta un percorso di ricerca e sperimentazione partendo da registraizoni dei canti tradizionali. Questa ricerca lo porta a sviluppare un nuovo approccio al canto difonico, ben differente da quello tradizionale, che egli denomina Harmonic Chant (in francese Chant Harmonique). Nel 1975 fonda a New York il gruppo vocale Harmonic Choir con il quale mette in pratica le tecniche di canto apprese e tiene concerti in giro per il mondo. Il coro, che ha prodotto diversi album, è ancora in attività e le musiche di Hykes sono state usate nelle colonne sonore in molti film di successo. Il primo film in cui Hykes fa uso del canto armonico è Incontri con uomini straordinari di Peter Brook, uscito nel 1979. David Hykes è tutt’oggi in attività e tiene concerti, seminari e offre consulenze sul canto armonico.


Anni ’80

Michael Vetter (DE)

Musicista e cantante tedesco. Inizialmente compositore e interprete virtuoso di flauto dolce, a partire dal 1970 collabora spesso con Karlheinz Stockhausen come musicista. Dopo un lungo periodo trascordo in Giappone come monaco Zen, nel 1983 ritorna in Germania intraprende un percorso più spirituale che lo porta anche ad apprendere e sperimentare le tecniche di canto difonico. Nelle sue performance accompagna il canto con strumenti semplici come campane, gong, percussioni e il tanpura. Alla fine degli anni ’90 incontra Natascha Nikeprelevic, con la quale vivrà e collaborerà fino al 2013, anno della sua morte.

Christian Bollmann (DE)

Musicista e cantente tedesco, è stato allievo di Michael Vetter. Si forma come trombettista, ma dopo aver ascoltato lo Stimmug di Stockhausen nei primi anni ’70 comincia ad interessarsi al fenomeno del canto difonico. Solo negli anni ’80 diventa direttore di coro e si fa conoscere al grande pubblico come cantante. Come Vetter anche egli spesso accompagna il canto con strumenti quali gong, campane, tanpura e monocordo.

Sarah Hopkins (AU)

Musicista e cantante australiana, è anche compositrice. Si forma come violoncellista, ma nella seconda metà degli anni ’80 inizia un percorso di ricerca e sperimentazione artistica sulla serie armonica, che la porta al canto difonico e al “tubo sonoro5 di cui lei ne progetta una versione migliorata che permette una maggiore precisione ed espressività nelle performance. Lo battezza “Harmonic Whirlies6. A partire dal 1989 inizia a comporre anche musica per canto difonico (solo e corale) e per i suoi harmonic whirlies. Molto interessante è uno dei suoi primissimi lavori per canto difonico, Cello Chi, che unisce la voce armonica al violoncello suonato con una tecnica che ne risalta molto gli armonici, similmente al modo di suonare l’igil e il morin khur.


Altri del ventennio ’70/’80

Naturalmente questi sono solo gli artisti più rilevanti. Tuttavia, oltre ai dieci citati qui sopra, tra gli anni ’70 e ’80 solun’altra ventina di artisti occidentali sperimenta almeno una volta il canto difonico nel proprio repertorio, e spesso in modo marginale. Molti di loro si conscevano direttamente e spesso collaboravano.

Dalle utilissime pagine di Wolfgang Saus dedicate alle opere occidentali di canto armonico, troviamo alcuni autori meno noti che rientrano nel ventennio ’70–’80: Folke Rabe, Toby Twining, Anders Hillborg, Günther Beckers, Jonathan Harvey, Somei Satoh, Urmas Sisask. Le pagine a cui mi riferisco sono questa e soprattutto questa.

Altri artisti noti sono: Joan La Barbara, Meredith Monk, Michael Reimann, Noah Pikes, Tamia, il Quatuor Nomad.


Anni ’90 a oggi

È dagli anni ’90 in avanti che il canto difonico trova diffusione in Occidente. Con la fine della cortina di ferro nel 1989 la Russia apre le frontiere e la Siberia diventa finalmente accessibile. Nascono numerosi scambi culturali tra artisti occidentali quelli delle repubbliche russe di Tuva, Altaj e Chakassia, si rafforzano quelli con la Mongolia. La televisione prima e il web poi hanno favorito la diffusione di queste performance tra il grande pubblico.

L’avvento del social web e di strumenti come YouTube hanno permesso a milioni di persone di vedere performance di canto fino a pochi anni prima accessibili solo a ricercatori universitari e intrepidi viaggiatori. Nasce così una nuova generazione di cantanti che imparano le tecniche anche imitando le performance che vedono e sentono sul web, provenienti da ogni angolo del mondo. Dagli gli anni ’90 ad oggi il numero di performer è decisamente aumentato. Seguono alcuni tra gli artisti più conosciuti nel settore.

Ho deciso di fermmarmi qui, ma sul sito dove vi trovate e quello di Wolfgng Saus potete scovare molti altri artisti! Per iniziare ecco qualche suggerimento: Jim Cole & Spectral Voices (USA) , Miroslav Großer (DE), Mark van Tongeren (NL), Natascha Nikeprelevic (ME/DE), Rollin Rachele, Thomas Clements, Jill Purce.

Vi sono anche cantanti occidentali come Steve Sklar (USA), Alex Glenfield (CA) e Rowan Lee Hartsuiker (NL) che si sono specializzati nel canto difonico tradizionale soprattutto tuvano e mongolo.

Un elenco più dettagliato e ricco di reperti audio/video lo potete trovare qui:

Album > Videografia > Canto > Performance vocali > Performance occidentali / contemporanee


Polyphonic overtone singing

Verso la fine degli anni ’90, con gli artisti Stuart HindsWolfgang Saus e Kiva Simova si è affermato un nuovo modo di comporre musica per il canto armonico nel quale il tono fondamentale segue una linea melodica differente da quella dagli armonici. In lingua inglese, questo nuovo approccio viene chiamato da molti “polyphonic overtone singing” ovvero canto armonico polifonico. Io personalmente non amo questa denominazione in quanto non è una questione di polifonia quanto piuttosto di politonalità. Dunque preferisco la definizione canto armonico politonale (o multitonale). Voi che ne pensate?

Stuart Hinds (USA)

Musicista e cantante statunitense, è uno dei primi che compone in polyphonic overtone singing sia per voci soliste che per coro. Nelle sue composizioni e performance oltre al canto difonico troviamo sia strumenti tradizionali che elettroacustici. Si occupa anche di didattica di canto e di tecniche vocali nonché direzione di coro. Si esibisce e tiene seminari sul canto difonico tra gli Stati Uniti e l’Europa. In rete si trovano solo le sue opere più recenti, ma ha iniziato a comporre per canto difonico già nel 1999.

Wolfgang Saus (DE)

Fotogrmma di un video di Wolfgang Saus.

Il Canone di Pachelbel eseguito in canto armonico polifonico da Wolfgang Saus.

Cantante e musicista tedesco. E’ uno degli interpreti più interessanti di questi anni e ha contribuito molto all’evoluzione delle tecniche di canto. Dopo aver abbandonato una carriera come chimico, dal 1994 si dedica a tempo pieno a allo studio della voce e del canto difonico. Con base in Germania, organizza eventi musicali, seminari e offre consulenze sul canto armonico in tutto il mondo. Nel 2003 è cofondatore della Sygyt7, la software house che ha realizzato Overtone Analyzer, un programma per che permette di analizzare il suono in tempo reale e di visualizzarne le componenti armoniche con una serie di potenti strumenti. È molto utile a fini didattici e di ricerca.

Kiva Simova (CA)

Cantante e direttrice di coro candese, anche lei è esperta nel canto armonico polifonico. Inizia la carriera di musicista come tastierista e vocalist, ma dal 1996 si dedica principalmente al canto difonico. Tiene seminari e concerti tra il Canada e l’Europa.

Anna-Maria Hefele  (AT)

Fotogramma del video virale della Hefele.

Il video virale del 30 settembre 2014 nel quale Anna-Maria Hefele spiega le basi e le potenzialità del canto difonico.

Cantante, voice artist e musicista austriaca, è la più giovane del gruppo, ma promette molto bene. Con un video virale, nell’ottobre 2014 riesce dove molti prima di lei hanno fallito. Pubblica un video divulgativo in cui spiega le potenzilità del canto difonico, e in un paio di settimane viene visualizzato da più di sette milioni di persone. Un risultato mai visto nel settore del canto difonico moderno.

NOTE:

  1. Disco della serie V-4000 della Victor: FONTE []
  2. Per approfondire segnalo questo e questo.  []
  3. In Vietnam ha lavorato presso il Conservatorio Nazionale di Saigon. Trasferitosi in Francia lavora al Centre Etude Musique Orientale (CEMO), Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS), e al Département d’ethnomusicologie du Musée de l’Homme di Parigi. []
  4.  Da un’intervista del 2 maggio 2002 a cura di Albert Hera e Raffaella Buzzi presso il Teatro La Corte di Genova: Intervistatore – Che cosa pensa di Demetrio Stratos? Tran Quang Hai – Aveva imparato da me nel 1977 in Francia. Venne da me con un impresario che mi disse che il maestro Demetrio Stratos voleva apprendere le mie tecniche di canto. Rimase con me per due ore e imparò tutto. Dopodiché, tornato in Italia, utilizzò gli esercizi appresi per le sue ricerche personali. FONTE []
  5. Il tubo sonoro è un tubo corrugato flessibile che, se fatto ruotare velocemente impugnandone un’estremità, emette i toni della serie armonica. I toni crescono in frequenza via via che si aumenta la velocità di rotazione del tubo. A seconda della lunghezza e del diametro del tubo cambia la frequenza fondamentale, e con essa tutti i toni armonici che il tubo può generare. Impugnandone due (uno per mano) il musicista può eseguire delle melodie combinando i toni di due serie armoniche in modo da avere un maggiore assortimento di note a disposizione. In italiano è chiamato tubo sonoro o tubo musicale. In inglese viene chiamato in vari modi: sound hose, whirly tube, corrugaphone o bloogle resonator. []
  6. harmonic=armonico, whirly=vorticoso []
  7. In onore del nome di una tecnica di canto difonico tuvano, appunto il sygyt. []

 

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